Il faro

La natura è stata molto generosa nel tratto di costa che porta al faro di Punta di Stilo preservando tesori e meraviglie che fecero grande l’antica Kaulon.

Dall’alto della torre della lanterna si riconoscono resti che un tempo erano le mura delle case e del tempio: il sito archeologico di Kaulon deve la sua vita proprio al faro. Intorno al 1891, durante i lavori di costruzione, vennero trovati blocchi calcarei, terrecotte e altre testimonianze che indussero Paolo Orsi a identificare la colonia greca Kaulon proprio in quella zona.

Il faro, attivato per la prima volta nel maggio del 1895, originariamente era composto da una torretta cilindrica in muratura, non molto alta, ricoperta di piccole mattonelle-mosaico bianche e nere orientate a fasce delle quali si conservano pochi esemplari, e da un edificio ad un solo livello.

Oggi ci appare come una torre a pianta ottagonale, a fasce bianche e nere, alta circa 15 metri, che si inserisce in un edificio a pianta rettangolare a due livelli. La torre è costituita da una base inferiore più grande alla quale è sovrapposta una parte più piccola; una scala a chiocciola, all’interno, conduce al ballatoio da cui, attraverso un’altra scala, si giunge alla lanterna.

Durante le due guerre mondiali fu una stazione militare di strategica importanza: la battaglia di Punta Stilo del 9 luglio 1940, tra le navi della Royal Navy britannica e della Royal Navy Australian contro la Regia Marina italiana, vide la più alta concentrazione di armamenti navali durante tutto i conflitto nel Mediterraneo.

Oggi l’occhio della lanterna del faro domina lo sconfinato azzurro del mare e quando soffiano i venti pare quasi evocare quell’antichissimo mosaico con draghi e delfini trovato proprio tra le rovine ai suoi piedi.


Faro di Punta Stilo

La lanterna

 

 

 


 

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